Il grande Goethe scriveva: «Essere giovani è un effetto della natura e dilegua come nebbia; rimanere giovani è molto di più, è un’arte di pochi». È con quest’arte che si conserva uno spirito lieve e un cuore ardente anche nella vecchiaia inoltrata.
Roma Termini, benvenuti nella piazza dove il treno parte e il pendolare evapora.
Questo è il piazzale davanti alla stazione Termini, uno dei luoghi più attraversati d’Italia. Migliaia di persone ogni giorno come viaggiatori con valigie, pendolari, lavoratori, turisti, anziani, bambini, gente che aspetta un autobus, un taxi, un appuntamento ed anche un po’ di tregua dal caldo. E cosa trova? Pietra, cemento, sole pieno e quasi zero ombra. Sembra meno una porta d’ingresso della Capitale e più una prova di sopravvivenza urbana sponsorizzata dall’asfalto.
Poi gli amministratori si riempiono la bocca con l'adattamento climatico, città resilienti, mobilità sostenibile, transizione ecologica. Tutto giusto ma se davanti alla principale stazione di Roma costruisci una distesa minerale senza alberi veri, senza ombra diffusa, senza un minimo di raffrescamento naturale, il messaggio ai cittadini è abbastanza chiaro: cuocetevi con dignità. Il verde urbano ormai non è decorazione ma è un vero e proprio presidio sanitario nei mesi estivi e non serve trasformare Termini in una foresta amazzonica. Basterebbe ricordarsi che le persone non sono sagome nei rendering ma camminano, aspettano, sudano e respirano. Una grande stazione dovrebbe accogliere e non grigliare i pendolari prima ancora che salgano sul treno.
Non si può parlare ogni giorno di green, sostenibilità, città del futuro, e poi progettare gli spazi più frequentati come se l’obiettivo fosse testare la resistenza umana sulla pietra refrattaria. Il green non si misura nei convegni, nei comunicati o nei rendering con tre foglie messe in trasparenza. Si misura a luglio ed agosto, alle tre del pomeriggio, quando un viaggiatore esce da Termini e trova una cosa molto semplice, ombra o forno.
Vittorio Parsi da applausi!
Quel noto direttore di un giornale di disinformazione pro-russo infame ha affermato “a noi dell’Ucraina non dovrebbe fregare nulla”.
Esprimo quello che pensano tutti: quel direttore è un UOMO DI MERDA.
Il caldo nelle città non si combatte con gli slogan, ecco 10 cose concrete da fare subito.
Io ci provo, se siete d'accordo con le proposte e con questa visione, condividendo il post, magari qualche decisore politico potrà leggere. Fermo restando il discorso delle emissioni che resta importante ma con un impatto a lungo termine, il caldo urbano non dipende solo dall’atmosfera ma dipende anche da come abbiamo costruito le città. Troppo asfalto, troppo cemento, poca ombra, poco verde, superfici che accumulano calore di giorno e che lo restituiscono lentamente di sera e di notte come vi ho spiegato tante volte. Se vogliamo ridurre davvero il disagio durante le ondate di caldo, servono interventi concreti. Non miracoli, ma scelte pratiche. Ecco le mie proposte:
1. Mappare i quartieri più caldi con dati satellitari e sensori al suolo, così da intervenire prima dove il rischio è maggiore.
2. Depavimentare piazze, cortili scolastici, parcheggi e marciapiedi inutilmente cementificati, restituendo spazio a suolo naturale e permeabile.
3. Aumentare in modo serio gli alberi nelle strade, non piantarli a caso. Servono specie adatte, spazio per le radici, acqua e manutenzione.
4. Creare corridoi d’ombra lungo percorsi pedonali, fermate dei mezzi, scuole, ospedali, mercati e zone molto frequentate.
5. Rendere obbligatori materiali chiari e meno assorbenti per tetti, piazze, parcheggi, edifici pubblici e grandi superfici esposte al sole.
6. Trasformare i grandi parcheggi scoperti in aree ombreggiate, con alberi e superfici drenanti.
7. Proteggere gli edifici più sensibili. Scuole, ospedali, RSA devono avere schermature solari e raffrescamento efficiente anche attraverso un sistema di condizionamento efficace ma non invasivo.
8. Adattare gli orari dei lavori all’aperto durante le allerte caldo, soprattutto in edilizia, agricoltura, manutenzione stradale e logistica.
9. Recuperare acqua piovana e acque riutilizzabili per mantenere vivo il verde urbano anche nei periodi più secchi.
10. Introdurre per legge un test climatico per ogni nuova riqualificazione urbana. Quanta ombra crea? Quanto calore accumula? Quanta superficie impermeabile aggiunge? Quanto sarà vivibile a luglio ed agosto alle 15?
Servono città che nei mesi estivi non diventino piastre roventi ed ogni metro quadrato sottratto alle superfici che diventano bollenti può fare differenza dove il caldo pesa davvero.
Today, many were shocked by yet another video of the drone “safari” Russians are carrying out against civilians in Kherson. A Russian drone deliberately hunted down a man selling vegetables and detonated right next to him. The Russians even admitted to the crime, showing zero regret and openly boasting about tormenting people. The man was wounded in the blast. Every single day, ordinary people in Kherson face these Russian "safaris."
The world must see this. It must see every piece of evidence that Russia has gone mad and that its soldiers take pleasure in killing and abusing civilians. Without pressure on Russia, the dismantling of its capacity for aggression, and real security guarantees, it is simply impossible to imagine the world being able to coexist with this evil. We must remain resolute in defending life. We must act and support life in ways that force Russia to seriously think about peace rather than expanding the range of its drones.
This is not just about Ukraine. Russia’s campaign against human life must be stopped here in Ukraine before it spreads further. Finland and Kazakhstan, the Baltic states and Poland, the countries of the South Caucasus, Romania, and Moldova—all should work together to ensure real security guarantees and bring Russia’s war to an end. Peace is needed, which requires cooperation among everyone in the world who truly values peace. Thank you to everyone standing with Ukraine!
Le domande che, da sanitario, vorrei rivolgere a Giuseppe #Conte in Commissione #Covid sono molte.
A mio avviso, la Commissione di inchiesta Covid dovrebbe servire soprattutto a fare chiarezza sul processo decisionale che ha caratterizzato la gestione della pandemia. Non per riaprire uno scontro ideologico su vaccini o protocolli terapeutici, ma per capire come e perché siano state assunte alcune scelte che hanno inciso profondamente sulla vita di milioni di italiani.
Vorrei sapere:
• Perché l'Italia ha tenuto le scuole chiuse così a lungo, ricorrendo alla didattica a distanza più di molti altri Paesi europei?
• Perché è stato mantenuto per tanto tempo l'obbligo di indossare la mascherina anche all'aperto?
• Perché, nell'ottobre 2020, non furono utilizzate le circa 10.000 dosi di anticorpi monoclonali offerte da Eli Lilly, quando ancora non erano disponibili vaccini e le opzioni terapeutiche erano limitate?
• Chi decise di investire risorse pubbliche nello sviluppo del cosiddetto "vaccino italiano" ReiThera e quali valutazioni portarono a quella scelta?
• Perché il Comitato Tecnico Scientifico non fu progressivamente integrato con professionisti che avevano maturato un'esperienza diretta nella gestione dei primi pazienti Covid nelle regioni più colpite?
Non sono domande per cercare colpevoli, ma per comprendere come sono state prese decisioni che hanno avuto conseguenze sanitarie, sociali ed economiche enormi.
Una democrazia matura non dovrebbe avere timore delle domande. Al contrario, dovrebbe considerarle uno strumento indispensabile per imparare dagli errori e affrontare meglio eventuali emergenze future
L’emendamento per il reintegro dei medici no vax radiati è un test per tutta la politica, ma in particolare per il centro-destra: dovranno decidere se stare con i sanitari o contro i sanitari.
Le elezioni sono vicine…non si può più essere ondivaghi….
Facile fare i discorsetti da social con i meloni in mano parlando di"arditi", "gladiatori", e altri sloganetti da venditore porta a porta del worwerk folletto (con tutto il rispetto per i piazzisti e i venditori di pentole).
Il tenente colonnello Paglia, medaglia d'oro al valor militare - perse l'uso delle gambe nella battaglia di Mogadiscio (1993)- ricorda quali siano i valori che dovrebbero essere il faro di chi indossa una divisa con onore.
Nn
1)il video è del 2024 ma i concetti espressi sono sempre attuali
2)Paglia è un militare, non una "zecca rossa", e quando è entrato pro tempore in Parlamento, l'ha fatto con Silvio Berlusconi prima, passando con Gianfranco Fini poi x.com/ValterRimini/s…
Le multe per chi non rispettava l’obbligo vaccinale sono state cancellate.
Due medici noti per posizioni critiche sui vaccini sono stati nominati all’interno del Nitag (Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni) del ministero della Salute. Nomina poi revocata per le accese proteste della comunità scientifica italiana.
L’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta Covid sta di fatto delegittimando l’operato sanitario e scientifico, anziché limitarsi a un’analisi amministrativa dell’operato politico.
E infine la radiazione (avvenuta da parte degli ordini dei medici) per i medici no vax che non rispettavano i pazienti spargendo false notizie è stata cancellata da un emendamento ridicolo.
Sono purtroppo molti gli indizi che portano a una prova.
La prova che il governo italiano è prigioniero di una parte politica che ha fatto dell’ideologia antiscientifica e no vax il suo modus vivendi e operandi.
E’ evidente che c’è una parte politica che non ama i sanitari e detesta confrontarsi con la scienza ufficiale.
Probabilmente perché non ne possiede i mezzi e neppure le competenze.
L’ultima “santificazione” di alcuni medici disertori è vergognosa.
E’ l’ennesimo tentativo maldestro di strizzare l’occhio alla minoranza no vax, terrapiattista e antiscienza in vista delle prossime elezioni.
In realtà si tratta soltanto di alcune centinaia di medici che hanno disatteso il giuramento di Ippocrate, mettendo a rischio la salute di migliaia di italiani.
Tutti gli altri medici (oltre 400 mila) vengono regolarmente schifati e dati per scontati, in particolare da alcuni partiti di destra.
In un paese normale ai medici disertori avrebbero stracciato la laurea e impedito di fare altri danni.
In Italia vengono santificati.
Spero che gli italiani si ricorderanno di tutto questo alle prossime elezioni.
La pazienza ha un limite.
Inimicarsi la pressoché totalità dei medici vuol dire essere a un passo dalla disperazione, anche tenendo conto che la salute pubblica italiana continua ad andare sempre peggio e difficilmente potrà essere risolta da quello 0,1 per cento di medici no vax, santificati da una parte della politica.
Oggi sul @ilfoglio_it
Questo è un tweet di Meloni del 2018 postato oggi dall’amico @RobertoBurioni.
Siamo sicuri che @GiorgiaMeloni e il suo partito la pensino ancora così sui vaccini e sul rispetto per la comunità scientifica?
Una foto diventata simbolo della lotta al Covid dei sanitari, finita anche su Times: il volto segnato dalla mascherina, gli occhi stanchi. Oggi Martina Benedetti, infermiera di terapia intensiva, scrive per commentare il reintegro dei medici no-vax.
Dopo sei anni dall’inizio pandemia sarebbe bello parlare di come, da allora, sia stato potenziato il servizio sanitario nazionale e invece non solo non posso parlarne, perché non è mai successo ma, puntualmente, al campanello del nostro Paese torna a suonare l’antiscienza. Questa volta con le sembianze di un emendamento approvato alla Camera, che apre al reintegro dei medici radiati durante il Covid per condotte no-vax. […]
Il reintegro dei medici radiati non è solo una ferita alla memoria di chi non c'è più ma un precedente che intacca l'autonomia degli Ordini professionali e manda un messaggio pericoloso: che la deontologia si negozia in base al calendario elettorale. Le istituzioni sanitarie non possono permettersi di piegare il metodo alle esigenze di una narrazione, qualunque essa sia e chi ha lavorato nei reparti Covid non chiede vendetta ma coerenza: che la scienza resti scienza, e che la politica smetta di travestirsi da essa quando le conviene.
L’articolo di Martina Benedetti su Repubblica Salute
#rep
Ciò che stupisce della sanatoria per i medici #novax e contro la scienza durante il periodo Covid, è la tempistica e la modalità quasi nascosta di questo provvedimento vergognoso. Stupisce anche che il partito che lo ha proposto è titolare
del ministero della Salute.
Il ministero della Salute ha come primo obiettivo la prevenzione. E la prevenzione ha la sua forma più importante nei vaccini.
Quello che è successo è una cosa gravissima e denota una classe dirigente non all’altezza. Ma c'è un principio importante: ognuno è libero, ma un medico che non vaccina o non si vaccina è un medico che non fa il suo lavoro.
Paradossalmente questo provvedimento ha ricompattato il settore perché sui 400 mila medici che ci sono in
Italia, i No Vax saranno quanti?
Un migliaio? Forse meno. La stessa maggioranza degli italiani è a favore dei vaccini.
Da cosa nasce questo provvedimento?
È il frutto di una dissociazione tra chi durante la pandemia era in prima linea, prendeva decisioni, faceva fatica, e
tutti gli altri.
Sembrerebbe una rottura tra il mondo medico e una parte della politica. Ed è un insulto e una delegittimazione
di tutti coloro che hanno lavorato per il bene pubblico.
A Medellín il verde urbano non ha migliorato solo il paesaggio, ha abbassato concretamente il caldo.
Negli ultimi 10 anni la città ha realizzato 30 corridoi verdi, 18 lungo le strade e 12 vicino ai corsi d’acqua piantando oltre 600.000 alberi. Nelle aree interessate la temperatura dell’aria è diminuita fino a circa 2°C, con riduzioni ancora più forti sulle superfici esposte al Sole.
Il motivo è fisico, più ombra ed evapotraspirazione, meno asfalto rovente e meno calore accumulato. Non hanno dovuto abbattere interi quartieri o stravolgere l'urbanistica della città, hanno lavorato soprattutto sullo spazio pubblico già esistente, trasformando superfici marginali o poco valorizzate in una rete vegetale continua. La scelta intelligente è stata quindi non creare un unico enorme parco, ma distribuire il verde dentro la città costruita, dove le persone camminano, pedalano e aspettano i mezzi pubblici. Naturalmente qualche tratto ha richiesto lavori, rifacimento di marciapiedi e riorganizzazione dello spazio stradale, ma non una demolizione sistematica degli edifici residenziali. È questo che rende il caso replicabile, hanno inserito ombra ed evapotraspirazione nei punti più caldi sfruttando la struttura urbana esistente.
Dove il verde urbano è continuo e ben progettato, l’isola di calore arretra e i termometri lo dimostrano.
Piccola curiosità: gli ultimi addetti militari dell’ambasciata russa a Roma (Ravilevich Kurmashov, Mikhail Astakhov, Ivan Gorbachev) sono stati espulsi dall’Italia perché, in quanto ufficiali dei servizi segreti militari, hanno corrotto agenti italiani e comprato informazioni riservate. Uno degli ultimi addetti militari presso l’ambasciata italiana a Mosca era il generale Roberto Vannacci. Che, pochi giorni prima dell’invasione dell’Ucraina, ha escluso una guerra di vaste proporzioni e, subito dopo l’aggressione, ha detto: «I russi entrano in Ucraina come un coltello nel burro e in un paio di settimane avranno raggiunto Kyiv e ottenuto la capitolazione di Zelensky».
Chi nega la minaccia russa non può governare l’Italia. Le stronzate fasciste di Roberto Vannacci ci stanno a volte distraendo dal pericolo che il governo italiano torni nelle mani di Giuseppe Conte, uno che ci aveva svenduto alla Cina, che ha fatto circolare i carri armati russi nelle nostre strade liberi di raccogliere informazioni, che ha sperperato centinaia di miliardi di euro di soldi pubblici per far rifare le facciate delle case dei ricchi. Vannacci Conte sono parte dello stesso piano Made in Russia. #europeisti@europeisti_eu
Stanotte Kyiv è stata nuovamente devastata da missili e droni russi nel più imponente attacco sferrato dalla Russia dal febbraio 2022. Palazzi residenziali sventrati, civili uccisi e feriti, interi quartieri colpiti. Ancora una volta il terrorismo di Stato del Cremlino ha scelto di massacrare persone mentre dormivano nelle loro case.
Eppure su tutto questo continua a pesare il silenzio colpevole di una parte dell’opinione pubblica italiana, ormai infestata da propagandisti del putinismo e da piccoli personaggi in cerca d’autore. Un silenzio che finisce per assuefare all’orrore e per rendere ordinaria l’aggressione.
Per chi oggi si candida a governare l’Italia, il pieno sostegno politico e militare all’Ucraina deve essere una priorità non negoziabile. Per noi di Spazio Pubblico la vera linea rossa non è una formula di coalizione, ma il sangue degli ucraini che ogni giorno difendono anche la libertà dell’Europa.
@s_pubblico
La sentenza pronunciata oggi dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea chiarisce, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, che il divieto previsto dall’articolo 2-septies, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 833/2014, come modificato dal regolamento (UE) 2022/350, impedisce in qualunque forma la diffusione dei contenuti di Russia Today e delle altre emittenti individuate dall’Unione europea come strumenti della guerra ibrida del Cremlino.
La Corte afferma infatti che è “irrilevante che la diffusione dei contenuti vietati sia effettuata o meno nell’ambito di un’attività economica” e che il concetto di “operatore” comprende “qualsiasi persona responsabile, direttamente o indirettamente, della messa a disposizione dei contenuti vietati, anche nell’ambito di un’attività non retribuita”.
Alla luce di questa sentenza è ancora più inaccettabile che in Italia continuino a svolgersi manifestazioni ed eventi pubblici dedicati alla diffusione di questi materiali di propaganda, spesso utilizzando perfino il marchio di Russia Today, e che gli stessi contenuti, insieme alla loro promozione, continuino a circolare di fatto liberamente sulle principali piattaforme social.
Tutto questo avviene, per stessa ammissione del Governo, perché l’Italia non ha ancora individuato le autorità nazionali competenti a garantire l’applicazione del regolamento europeo e ad accertare e sanzionare le relative violazioni.
Non esistono più alibi, Presidente Meloni, è urgentissimo intervenire per impedire agli osceni cantori della propaganda putiniana di inquinare ancora il nostro dibattito pubblico
Sì D’Orsi, mi riferisco a lei
Sì Basile, mi riferisco a lei.
Sì, Lucidi, sì, Lorusso, mi riferisco esattamente a voi, e a tutto il vostro grottesco circoletto di finti intellettuali e finti giornalisti asserviti al regime del Cremlino.
Le norme europee devono essere applicate integralmente anche nel nostro Paese.
Lasciare senza attuazione un regolamento adottato per contrastare la guerra ibrida della Russia significa indebolire la sicurezza democratica dell’Italia e dell’Unione europea
Secondo nuove stime uscite oggi piu’ di 150.000 uomini e donne ucraine sono morti per difendere la loro patria. Con i feriti il numero supera i 600.000. I russi morti e feriti ammontano a 1,4 milioni. E’ una massacro senza pari nella storia contemporanea, che ha un solo responsabile: Vladimir #Putin. Chiunque difende “le ragioni” di questo criminale assassino è un complice e un collaborazionista. Chi ospita per fare audience i propagandisti italiani di Putin e’ allo stesso modo responsabile.
175 Followers 492 FollowingMy hobbies: travelling, fishing, swimming and exploring cultures. ❌No Porn❌ I don't want to show anything on X. Because I am on here for news only. Open DM
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